- Gonnesa e la sua storia
- Il patrimonio geominerario
- Il patrimonio archeologico
- Il patrimonio paleontologico
Il paese e la sua storia

Gonnesa è un piccolo paese, che sorge, nel cuore del Sulcis, ai piedi di un gruppo collinare nella gola di Gutturu Mannu . Rinato dalle sue ceneri nel corso dei secoli in seguito a spopolamenti e ripopolamenti cerca ancora oggi di assurgere a nuova vita in un contesto economico- sociale particolarmente problematico. Il suo nome, al quale si attribuisce il significato di “luogo situato tra i colli” nel corso dei secoli è mutato passando dal primo Connesium attraverso Connese e Connesa per arrivare all’ultimo che tutti noi conosciamo, Gonnesa Il territorio di Gonnesa ha una lunghissima storia alle spalle che parte dagli insediamenti prenuragici e nuragici di cui troviamo numerose testimonianze nella zona di Murru Moi, con le sue Domus De Janas (“casa delle streghe” 2500 a.C ), le tombe dei giganti, le fonti sacre, il proto nuraghe Is Bangius e una decina di nuraghi con rispettivi villaggi tra i quali Nuraghe Ghillotta, S’Erbexi, Moru Nieddu, Sa Turritta, Murru Moi e il più rappresentativo di tutti che è certamente il complesso monumentale di Seruci,(1200-900 a.C.) costituito da un grande nuraghe-fortezza e un villaggio di oltre trecento capanne. Ad un passato più recente si riferiscono le tracce di insediamenti Fenici, Punici e Romani che estraevano e fondevano i minerali provenienti dai giacimenti che il territorio offriva . Da allora la carenza di informazioni ci porta a fare un salto fino all’epoca medioevale con testimonianze che si riferiscono al passaggio del paese, nel 1257, dal Giudicato di Cagliari alla dominazione della famiglia dei Donoratico, cui seguì quella Pisana e Aragonese. Quindi per un lungo periodo il paese si spopola e resta in balia di scorribande piratesche fino a quando nel 1774 Don Gavino Asquer Amat, Visconte di Fluminimaggiore lo ripopola con i suoi vassalli. E' solo dal 1861 in poi che... Continua
Il patrimonio Geominerario

La Grotta di Santa Barbara scoperta da un minatore nel 1952, si presenta come un unico grande vano naturale risalente geologicamente a 250 milioni di anni fa. Le candide stalattiti e stalagmiti che ne adornano le pareti e la volta, e i cristalli di barite tabulare che ricordano un’infinità di farfalle brune ad ali chiuse, costituiscono le meraviglie di una grotta probabilmente unica al mondo sia per le pecurialità geologiche che per il pathos di cui i fortunati visitatori possono godere nel percorrerla. Per visitarla occorre arrivare a Bindua percorrendo la S.S. 126 da Iglesias verso Gonnesa e salire con la propria auto fino al parcheggio della Miniera di San Giovanni . Qui si prende il trenino elettrico fino all’ascensore, tramite il quale si arriva in prossimità della grotta . Il tempo di visita, comprensivo di trenino (andata e ritorno), ascensore (salita e discesa), grotta e ammirare i sistemi di lavorazione della miniera è di circa 3 ore. Continua
Il Patrimonio Archeologico

Il complesso archeologico del nuraghe di Seruci, uno dei più vasti della Sardegna, è situato presso la frazione di Nuraxi Figus e l'altopiano di Seruci. E’ costituito dalla fortezza, caratterizzata da torri nuragiche a tholos con mastio centrale protetto da un antemurale turrito e da un esteso villaggio che conta circa trecento capanne. Queste ultime, prevalentemente circolari e monocellulari, sono sparse a sud-ovest della Reggia e formano tra loro dei piccoli nuclei o aggregati, separati da strette viuzze che conducono ad una sorta di piazza; esse sono disposte attorno a quella che doveva essere l'abitazione del capo famiglia, a testimoniare l'esistenza del clan. Il complesso è attualmente oggetto di scavo da parte della Sovrintendenza Archeologica della Provincia di Cagliari. Continua
Il Patrimonio Paleontologico

Il territorio di Gonnesa presenta peculiarità che lo rendono davvero un sito unico in grado di soddisfare la curiosità sia di un pubblico qualificato che di quello semplicemente appassionato di paleontologia e paleontobotanica. Fra le sue colline in prossimità della località nota come Seddas Moddizzis è possibile, infatti, compiere una piacevole passeggiata tra affioramenti di rocce di varia natura che raccontano la storia di questa porzione così antica della Sardegna, in un viaggio attraverso 40 milioni di anni, che va dal periodo Cambriano-Ordoviciano fino all'Olocene. Sempre al Cambriano-Ordoviciano risalgono le sedimentazioni di ambienti marini e litorali che hanno consentito il rinvenimento di reperti fossili come le archeociatine, organismi simili alle spugne vissuti nel Cambriano esclusivamente nel Sulcis, oltre ai più comuni trilobiti, brachiopodi e molluschi. Altri ritrovamenti hanno consentito di riportare alla luce tronchi silicizzati o di ammirare reperti d’ assoluta importanza come quelli che si riferiscono alle porzioni di scheletro (due zampe, articolazioni e frammenti di costole) del rarissimo mammut nano ( "Elephans Lamarmorae " ) del bacino del Mediterraneo, ritrovato nel 1883 in una collina nelle vicinanze di Funtana Morimenta, che risalirebbero al Pleistocene superiore, (datato dai paleontologi tra 75 e 15 mila anni fa). Continua

Gonnesa