| Il paese e la sua storia |
Gonnesa è un piccolo paese, che sorge, nel cuore del Sulcis, ai piedi di un gruppo collinare nella gola di Gutturu Mannu . Rinato dalle sue ceneri nel corso dei secoli in seguito a spopolamenti e ripopolamenti cerca ancora oggi di assurgere a nuova vita in un contesto economico- sociale particolarmente problematico. Il suo nome, al quale si attribuisce il significato di “luogo situato tra i colli” nel corso dei secoli è mutato passando dal primo Connesium attraverso Connese e Connesa per arrivare all’ultimo che tutti noi conosciamo, Gonnesa Il territorio di Gonnesa ha una lunghissima storia alle spalle che parte dagli insediamenti prenuragici e nuragici di cui troviamo numerose testimonianze nella zona di Murru Moi, con le sue Domus De Janas (“casa delle streghe” 2500 a.C ), le tombe dei giganti, le fonti sacre, il proto nuraghe Is Bangius e una decina di nuraghi con rispettivi villaggi tra i quali Nuraghe Ghillotta, S’Erbexi, Moru Nieddu, Sa Turritta, Murru Moi e il più rappresentativo di tutti che è certamente il complesso monumentale di Seruci,(1200-900 a.C.) costituito da un grande nuraghe-fortezza e un villaggio di oltre trecento capanne. Ad un passato più recente si riferiscono le tracce di insediamenti Fenici, Punici e Romani che estraevano e fondevano i minerali provenienti dai giacimenti che il territorio offriva . Da allora la carenza di informazioni ci porta a fare un salto fino all’epoca medioevale con testimonianze che si riferiscono al passaggio del paese, nel 1257, dal Giudicato di Cagliari alla dominazione della famiglia dei Donoratico, cui seguì quella Pisana e Aragonese. Quindi per un lungo periodo il paese si spopola e resta in balia di scorribande piratesche fino a quando nel 1774 Don Gavino Asquer Amat, Visconte di Fluminimaggiore lo ripopola con i suoi vassalli. E' solo dal 1861 in poi che si passa da un economia fondata su agricoltura, pastorizia e pesca ( a tal proposito grande importanza rivestì la pesca del tonno nella Tonnara di Portopaglia, edificata nel 1615, e abbandonata solo nel 1960), ad una di stampo minerario basata sull’ estrazione di carbone, piombo e zinco operata nei centri estrattivi di Seddas Moddizzis e Monte Onixeddu. In questo contesto storico–economico di sviluppo industriale il paese crebbe di dimensioni ed importanza ma la sua comunità visse un periodo tumultuoso in un susseguirsi di fatti che costituiscono pietre miliari della storia gonnesina e che si possono considerare il riflesso e la conseguenza della condizione sarda dell’epoca. Fu così che lo stato di frustrazione per lo sfruttamento quasi di tipo coloniale al quale gli operai erano sottoposti portò ai Moti del 1906 culminati con la morte di 3 persone e il ferimento di un'altra quindicina. Ancora oggi il paese ha una miniera in attività, aperta nel 1937 a Nuraxi Figus, frazione di Gonnesa, in grado di testimoniare sia i fasti dello sviluppo industriale della prima metà del secolo scorso sia il decadimento di un sistema economico ormai al crepuscolo ma che può rinnovarsi e trovare nuove strade da percorrere, come la valorizzazione delle tante meraviglie che la natura e la storia ci hanno lasciato in eredità. |
